Provare a pensare come organizzare “la struttura di un evento non strutturato” può sembrare un controsenso. È anche vero che dopo quasi due anni di barcamp (ve lo ricordate il BzaarCamp?) si sente l'esigenza di trovare nuovi modi di fare barcamp, specie dopo la diffusione dell'equazione barcamp=cazzeggio. Che è vera ma non solo, e non dovrebbe essere usata come scusa per delegare agli altri l'eventuale produzione di contenuti utili o interessanti.
Dopo aver scritto un post sulle possibilità organizzative, chiedendo consigli, provo a fare una sintesi delle risposte.
...anzi, a proposito...“Il dio della sintesi lo venero ogni giorno” dice Marina, proponendo degli spazi in cui la presentazione duri non più di cinque minuti, dando maggiore spazio a domande e favorendo un dibattito che possa essere più interessante (e Sir Drake ricorda che al Parlamento Europeo di Strasburgo i deputati hanno a disposizione tre minuti a testa per affrontare temi di portata internazionale).
L'idea delle tracce sembra piacere e dare la possibilità di focalizzarsi meglio sui contenuti: è il caso di indicare prima le tracce o di ricavarle dagli interventi che verranno man mano indicati?
Con Marina concordiamo che, dato che c'è ancora molto tempo, abbiamo modo di “giocarcela” in entrambi i modi; per fare questo è ovviamente indispensabile che chi partecipa inizi a pensare al proprio intervento e a segnalarlo al più presto.
Un'altra cosa che mi piacerebbe, infatti, e che è stata raramente fatta prima di un barcamp, è che le conversazioni sui temi avvenissero prima e che il momento della presentazione non fosse l'inizio vero e proprio, ma già un passaggio intermedio che tiene conto di osservazioni ed obiezioni: ovviamente la compresenza dà la possibilità di articolare meglio le proprie posizioni ma anche di fare qualche passo avanti.
Passi avanti, ma non solo nella conversazione: Antonio Pavolini, ad esempio, ha proposto “un barcamp con i "next steps", dove ogni intervento non finisce "aperto", fine a se stesso, con con la formazione di gruppi che si prendono un impegno concreto, indicando i prossimi passi”.
Mi pare ci sia un bel po' di carne al fuoco...altre opinioni?
Antonella
si. tanto per iniziare chiarirei ben in evidenza (es tra le statiche in alto a dx) quale sia il link corretto a cui iscriversi (romecamp? demcamp? bohcamp :), e magari farei un reference degli altri indirizzi collegati, così, appunto, per reference :)
ciau neh
Scritto da: Alberto D'Ottavi | mercoledì 9 luglio 2008 a 16:44
Io invece sceglierei un tema come filo conduttore e da lì cercherei di esplorare i vari argomenti correlati spaziando il più possibile e dando modo a tutti di raccontare e raccontarsi...
ciao...
Scritto da: MademoiselleAnne | giovedì 10 luglio 2008 a 11:22
Anch'io credo che la scelta di un filo conduttore permetta di evitare interventi troppo disomogenei tra loro. Non mi aspetto tuttavia un tema troppo stringente (che so, il microblogging), ma comunque un tema capace di inquadrare uno scenario, al cui interno potranno svilupparsi vari interventi, anche di natura diversa, ma racchiusi entro lo stesso macro-tema.
Per quanto riguarda invece la possibile sede, ho letto che alcuni proponevano una sede universitaria. A mio parere la sede universitaria, se da una parte favorirebbe l'istituzionalità dell'incontro, dall'altra rischierebbe di toglierne un po' di informalità. E poi credo sia molto difficile trovare una sede universitaria con un wi-fi open che non obblighi alla pre-registrazione. Per esempio, il recente caso TechGarage-LUISS per quanto concerne il wi-fi non ha funzionato molto bene.
Scritto da: Stefano | sabato 12 luglio 2008 a 22:43
Sono daccordo sulla scelta di un tema o di un filo conduttore, ma manterrei comunque una piccola flessibilità perchè ci potrebbero essere come sempre dei tempi che superano di poco il confine impostato ma che potrebbero comunque essere interessanti nell'aspetto globale della discussione.
Scritto da: Raffaele Pignataro | mercoledì 16 luglio 2008 a 11:55
Beh, l'idea di un tema più circoscritto - e magari un lavoro più operativo, tipo il recente Bookcamp di Rimini - potrebbero essere una buona strada.
Quale potrebbe essere un buon filo conduttore, dunque?
Scritto da: svaroschi | mercoledì 16 luglio 2008 a 12:33